Cronaca Personale
2005-05-27 venerdì
dall’interno che parte da un saggio su La
teoria dell’informazione. Arriva la cara amica Grazia Perini a portarmi il
suo lavoro per la mostra. E qui succede il mezzo guaio al mio elevatore col
rischio di non muovermi di casa, per fortuna rientrato, ma sufficiente ad
amareggiare gli animi. Così quando Claudio mi telefona per combinare l’uscita ed
andare a montare la mostra, mi sente seriamente preoccupato. Ci vorrà un po’ di
tempo, poi finalmente, quando arriva a prendere i materiali, escluso qualche
sarcastica battuta di mio padre tutto si scioglie. Vado a piedi con Lorenzo
mentre loro partono in auto. Sulla strada incontro Gunther e Colette, entriamo
insieme nella sala ancora nel caos. Ci sono Alberto e Carla, non si conoscono
gli presento. Si parlano in francese. Ma ecco Emanuele Gagliano. Dobbiamo
montare la struttura. Arriva anche Luisa Marinelli col suo ragazzo. Una volta
montato il telo e le reti, tutti ad attaccare i quasi 200 lavori sul tema Oltre i limiti, lanciato quest’anno, e
provenienti da 20
nazioni. Ormai con molti è una specie di appuntamento, quando vedo arrivare la
busta o la cartolina di chi partecipa da 4, 5 anni la riconosco e sono curioso
di aprirla per rincontrare l’artista, ritrovo il modo di lavorare ed è come se
lo incontrassi personalmente. A parte qualche problema, come la confusione per
non averli smistati prima, con la collaborazione di 8, 10 persone terminiamo
velocemente. Ed ecco Marchiani con la sua compagna, la pittrice francese
Davitti. Nel frattempo Claudio ha preparato con una serie di pancali di legno la
stanzetta d’ingresso: una bella installazione, dove campeggia la tela “aperta”
per Creativa di Tonia Copertino, realizzata ad hoc per essere completata qui
durante l’incontro, il libro fotografico di Rita Vitali Rosati, i pannelli
realizzati da Irene e Camilla, l’art brut ed i nostri libri! Via tutti a
letto.
Sabato 2005-05-28
Il sole si alza alle 6,20, filtra
dall’avvolgibile ed illumina la mia camera. Sono sveglio, mille pensieri mi
girano in testa: ma cosa stiamo combinando, facciamo muovere decine e decine di
artisti per venire qui in questo piccolo paese ad incontrarsi! Intorno gli
uccelli lanciano i loro richiami, cantano i
galli, Rignano è davvero ancora un paese immerso nella campagna! Dal
primo mattino il telefono comincia a suonare: i manifesti, il faro, insomma i
problemi col Comune, con chi doveva pensarci. Ed è grazie all’intervento
dell’Assessore che alcuni si risolvono. Alessandro Merini mi telefona. Non trova
il luogo, è lì ci sta girando intorno. Io vado all’appuntamento con gli alunni
della prof. Mannucci. Ci sono i poeti Francesco Mandrino, Bertola e Vitacchio,
inizia la lettura da parte di Mandrino delle poesie che ho scelto, con una
rapida spiegazione ed una serie di domande da parte dei ragazzi. Un’alunna legge
le poesie scritte da una compagna,
naturalmente dotata. Poi è la volta della poesia sonora, introdotta da Vitacchio
con rapidi cenni sulla storia, gli suoi sviluppi e saggi dal vivo di entrambi, i
ragazzi si divertono, ne rimangono contagiati ed è tutto un lavorar di voci!
Scendo, e nel corridoio fra i lavori esposti incontro Franca Monzani e Renata
Strada, Fulgor Silvi ed Merini che come me è emozionato per l’incontro. Poi
Morandi e Strada, Umiliacchi e Giampaolo Salvadori che si occupa della parte
audio. Un tocco alle opere e via a casa.
E’ l’ora, mi alzo, prendiamo le ultime cose e
andiamo a Creativa. Sono poco più delle 15, Claudio come al solito è nei pazzi,
chi vuole questo, chi quello, e dove mi metto, dovrei esibirmi più tardi, più
presto... non è facile! E’ una festa di colori, Merini ha steso i suoi fogli con
le poesie lungo la rete dell’ingresso. Seduta c’è Eliselle con due amici,
Buccella non viene. Ecco Isabella Branella arrivata da sola in treno con un
carrello zeppo di quadri. Lungo il piazzale sono già sistemati i tavoli con le
autoproduzioni, libri, riviste, volantini, video. All’interno, Silvi si muove
con una lunga tavola piena di soldatini di plastica incollati sopra. Maurizio
Piccirillo si presenta, è il poeta che da tempo voleva partecipare e per un
problema o altro non gli era ancora riuscito, è insieme a Raimondo, la metà dei
ISDP, con lui Paolo Bottari e Mauro Andreani tutto intento a sistemare la
postazione video. Gli altri parlano si scambiano ricordi, fanno conoscenza,
aspettano di vedersi all’opera: è questo lo scopo dell’incontro. Laura Cristin
da Udine sta preparando la sua scenografia, parliamo della sua DaSHEren, del suo
fare arte... Con Branella troviamo una posizione ai suoi quadri in fondo al
corridoio delle mostre, vicino alla
serie delle 50 buste che riportano sopra le 100 trasformazioni fatte
insieme. C’è Massimiliano De Luca, finalmente potrà avere i nostri libri, ed
un’altro De Luca, Massimo insegnante di grafica a Pistoia, amico dei De Cesario
dei quali ci porta i saluti. Arrivano i componenti del gruppo SLAN, Claudia
Bortolotti mi da subito il nuovo numero de L’ortica ed un libretto di poesie e
pitture di Sandra Mazzini. Come al solito l’apertura slittaaa... Sono quasi le
quattro. Tutti nella sala. Claudio introduce questa 6° edizione, i nostri
desideri, il nostro impegno e quello dell’Assessore alla Cultura Lucia Bencistà
oggi con noi per l’inaugurazione. A me il compito di presentare e far conoscere
fra di loro gli artisti. Apre la serata Vitiello, che prima fa un vero spot per
il giornale dove lavora Il brigante,
e dopo ci illustra i suoi paradigmi visivi fra Caravaggio, Burri, Fontana. E’ un
bell’intervento fra luci ed ombre, materia e azione dal passato al presente in
un unico circolo.Eliselle ci legge un racconto tra pulp ed eros. Anche se ben
congegnato ormai si è già visto un racconto letto non dà molto a questo pubblico
fremente di vita, di esperienze nate e consumate durante l’incontro. Andiamo
fuori, Fulgor Silvi si è seduto al centro del piazzale con due sedie ed i suoi
soldatini. Ha occhiali da saldatore, osserva... su, giù, di là... si sposta
lentamente. Poi cerca due persone Claudio e Marchiani li fa sedere, gli mette
gli occhiali, gli fa tenere la stecca con i soldatini, termina l’azione
appendendogli al collo un cartello con scritto Elogio dell’assenza. Dopo un piccolo
comizio poetico di Merini, incontro Silvia C. la poetessa con cui sono in
contatto da tre anni, è venuta finalmente, con la sua amica Valentina. Stefania
Corrocher arriva con un cesto di dolci e vinsanto sembra cappucetto rosso e ci
ridiamo su. Incontro il poeta Franco Santamaria, parliamo del suo libro, quando
presentarlo, ma dobbiamo attendere
il suo amico. Emilio e Franca Morandi sono nel pieno della loro Cospirazione
distribuendo le loro Bankonote. Gli Strada ci raccolgono un po’ tutti, poeti,
pubblico, artisti, e ci mettono in fila per leggere una parola a testa, quello
che ne vien fuori è proprio l’omaggio che volevan fare ai poeti sonori Bertola e
Vitacchio, una paradossale cacofonia di parole medicocliniche. All’interno
Gunther e Colette Ruch seduti nella penombra iniziano la loro musicalissima e
metronomica performance sonora. Sono stacchi cadenzati di due parole a
rotazione. Il tutto crea una sospensione. Poi di due parole in contrapposizione.
Fuori! Gli SLAN hanno creato costumi e scenografie, è un momento ben particolare
ed emotivo di questo gruppo che prova a mettere in piazza e recitare brani di
poesia. A Merini la parola, che poi dovrò togliergli perché non riesce davvero a
fermarsi, è un’onda di ricordi, poesie, emozioni, avventure. All’interno
Andreani è pronto. Proietta. Si muove. Fotografa con la polaroid e getta le foto
sul pavimento. Poi si inginocchia davanti alle foto, ne prende una e l’osserva,
sulla parete si proiettano due occhi che osservano. Annulla la foto e gli occhi
si raddoppiano. Così per tutte le foto. E sulla parete gli occhi diventano
centinaia, migliaia. Fuori ci attendono Bertola e Vitacchio con la loro
performance contro la guerra, che è colma di voci, gesti, fogli, corse, grida.
Intensa, drammatica, teatrale e coinvolgente. Ma dopo una profonda lacerazione
cosa possiamo fare? Corrocher ha i suoi dolci di silenzio poetico ed il
vinsanto, lo distribuisce: è una pausa lieta, leggera, attesa! E’ arrivato il
poeta Paolo Ragni, e sistemato il computer, possiamo presentare il libro di
Santamaria “Echi ad incastro”.
Introduco e leggo la lettera di commento che gli avevo scritto a suo tempo.
Ragni legge due poesie, ed un suo saggio sul libro. In questo momento interviene
Giancarlo Da Lio per omaggiarmi, per l’impegno con cui porto avanti Creativa,
della
medaglia della repubblica degli artisti. Lo ringrazio ma dico che va condivisa
con Claudio. Santamaria ringrazia
Ragni per essere venuto leggendo due sue poesie. All’interno Paolo Conti è
pronto sul palco con le sue tre ancelle vestite di bianco. Lo coprono con vari
strati di tela bianca, e lo legano con delle corde arancio, alla fine assomiglia
ad una statua imballata, allora si libera e ne esce fuori. Tutti nel piazzale,
tocca a noi, io col generatore di suoni digitale, Claudio con la chitarra
elettrica, i filtri e la voce. Il primo pezzo La fine che fila via e poi Il risveglio dell’istinto, con
l’interpretazione danzata di Irene, dal bruco a farfalla, non vedo molto ma
quando me la trovo ritta sulle punte che agita le ali è un’emozione. E’ la volta
di Yzu, che, dal palco, recitando con maschera e bastone le sue rime aspre e
taglienti, inizia un percorso attraverso il piazzale, la sala, ed il corridoio
della mail art per giungere davanti alle 15 drammatiche tele, quasi monocrome,
dipinte da Branella proprio per illustrarle, si sofferma le indica, e tramite il
radiomicrofono, tutto si può seguire anche dal piazzale, poi riprende il cammino
per concludere al palco.
Io ho esaurito il mio tempo.
Torno subito a casa, dove ho l’amara sorpresa di essermi bagnato. Sono nervoso,
arrabbiato, ho caldo, i miei fanno
quello
che possono per calmarmi. Poi con le attenzioni e l’aria fresca che giunge da
fuori mi riprendo. Sono in ritardo, vabbé! Claudio mi telefona ed io gli dico di
iniziare la Promenade. Gli raggiungo proprio mentre entrano nella prima piazza
con “La poesia in corso”. Li precede un vigile, dietro si apre il
corteo multicolore con gli Strada che suonano vecchie pianoline ed in testa uno
mascherato con l’alto vessillo al vento, cappelli di ogni foggia, due tipi in
tuta bianca. Occupiamo la piazza con la vasca del Nettuno, ci sediamo. Dalla
terrazza, dove si svolge una festa di ragazzi, da prima proviene tutto un’altro
tipo di musica, poi la curiosità li vince. Sono tutti affacciati alla ringhiera,
la musica abbassata. E’ Sheren, che fa la sua azione, lava i panni in Arno, o
nella vasca del paese, tanto l’acqua è la stessa!!! Da prima titubante poi
incitata da tutti noi si immerge nella vasca, compie un giro e con i suoi
vestiti, i veli azzurrini, lo zampillo l’azione diventa suggestiva. Non possiamo
fare qui le letture troppi rumori ci confondono. Ripresa la Promenade arriviamo
nella piazza del Comune. Formiamo un semicerchio. Il faro è acceso e il nostro
lanciere si mette a guardia del portone del Comune. Accanto i due portatori di
soldatini in tuta bianca con maschera. Inizia Alberto Rizzi, leggendo alcune sue
recenti poesie. Segue il Gruppo Slan con la seconda parte de La cerniera del tempo. Tra stacchi di
canzoni registrate ed azioni di gruppo il filo poetico si svolge. Gianni Donaudi
ormai mitico poeta di Creativa ci allieta con due poesie satirico/ironiche.
Morandi con Franca, dopo aver acceso il registratore, da cui provengono suoni
dissonanti, tracciano due cerchi col gesso, si distendono a turno all’interno
tracciando la sagoma del corpo con braccia aperte e gambe divaricate, poi
riempiono con farina ognuno i vuoti della forma dell’altro. Yzu con un ferro
batte la ringhiera e recita l’accusa A piazza Fontana, ennesima beffa della
giustizia in Italia. Poi si stende e con due parole ricorda Giuliani ucciso a
Genova. Mandrino con il sostegno di Sandra Mazzini recita quattro poesie dal suo
Boulevard. Gli Strada ci fanno
cantare e loro ballano sulla nostra base. E’ un incedere progressivo, malgrado i
motorini e le auto che continuano a transitare, per noi è un puro stare insieme
accomunati dall’arte e per donare a chi ha occhi per guardare ed orecchi per
ascoltare. C’è anche il Sindaco e l’Assessore alla Cultura chissà cosa
penseranno dentro di sé di questa mancanza di rispetto verso questi artisti
ospiti, venuti a Rignano da così lontano? Bertola e Vitacchio eseguono un rapido
brano di poesia sonora e Leonello Rabatti recita una trilogia di versi
gestualizzati con grande semplicità. Merini, ritto sulle sue stampelle, ci offre
il suo grande amore per la poesia e le donne: recita a braccio con intermezzi di
ricordi e spiegazioni. Flavio Casella chiude recitando una poesia sulla poesia.
Non è tardi, ma il caldo del pomeriggio ha provato un po’ tutti. Alcuni colgono
l’occasione per vedere Firenze di notte. Il Ponte vecchio illuminato. Ci
salutiamo e vado di corsa a letto.
Lorenzo ed il furgone. C’è pure la gara ciclistica dell’Avis
(quando si dice La programmazione!) che impone un percorso alternativo e
tortuoso, a quali prove sono messi i già bistrattati amanti dell’arte?! Quando
arrivo Claudio mi dice che c’è stata Mariella Bettarini, la poetessa che animava
nei ’70 la cultura fiorentina. Mi vengono incontro Piero Viti (felice di esserci
e di fare la sua performance), Bruno Capatti (che mi sussurra: non stò più nella
pelle!), Gianni Broi che mi presenta Liliana Ugolini, Merini, e tutti gli altri:
un saluto, un abbraccio, due parole. E poi all’interno per far funzionare il
videoproiettore ed iniziare la discussione. Intanto arrivano uno dietro l’altro
i nuovi. Ce n’è uno moro riccioluto gli chiedo il nome, è Ettore Le Donne
è venuto da Montesilvano curioso di vedere cosa succede. Un giro nella mostra
(non dovrei dirlo, bellissima!). Branella mi da i suoi doni, da aprire a casa,
lei deve andarsene, peccato! Chiedo ad Umiliacchi se vuol parlare delle fanzine,
ma ritiene (secondo me sbagliando) che le persone qui convenute non siano
interessate. Allora chiamo Claudio e gli dico di lanciare il tema Creativa.
Cerchiamo di spiegare ciò che abbiamo fatto e quello che vorremmo fare, ad
esempio prolungare l’incontro e creare nella Biblioteca un Archivio. Ci sono
vari interventi. Rizzi che vorrebbe essere più in strada tra la gente. Morandi
che riconosce la particolarità di Creativa, e che va difesa. Casella che fa il
contrasto dicendo che collasserà con l’aumentare dei partecipanti, cosa vera e
alla quale dovremo pensare seriamente. Altri dicono che ci vorrebbe più
partecipazione di pubblico, ma tutti riconoscono l’effettiva difficoltà di
coinvolgere le persone. Capatti difende questo modo di incontrarsi così vicino
allo spirito della mail art e al suo desiderio di comunicazione con gli altri.
Viti che vorrebbe catturare il pubblico abbinando casomai qualcosa di tipico. E’
Tiziana Baracchi che si alza e difende a spada tratta Creativa così com’è,
poiché lei ha viaggiato in lungo ed in largo
per i festival del mondo e ritiene che esser nata a Rignano
una manifestazione di tale portata sia quasi un miracolo. Replico ringraziando
per la considerazione e che, sì, noi facciamo il possibile, ma il pensiero di
chi partecipa ci aiuta a progettare e costruire i percorsi futuri. Chiudiamo le
tende e proiettiamo i francobolli animati e sonori dell’artista russa Natalie
Lamanova, tutti rimangono stupiti da tanta abilità. Proiettiamo il documento su
Ecart il più importante gruppo artistico svizzero, ma Gunther, a causa
dell’audio non buono, ci chiede di interrompere. Vorremmo mandare il video di
Rizzi, ma ormai è impossibile si stanno alzando tutti eh... Conti mi si avvicina
e mi dice che non c’è il suo lavoro, allora vado nel corridoio della mail art e
lo trovo subito! Mi raggiunge Eugenia Serafini insieme al marito per una foto
insieme, c’è E. Le Donne, Mandrino. Una foto di gruppo e si comincia a parlare.
Ma già i cuochi ci reclamano. In fila, andiamo verso la mensa. Salgo con l’aiuto
di Umiliacchi, ormai conosciamo la tecnica. All’interno Antonio Sassu mi blocca
per il progetto sinestetico: maglietta nera con scritta e foto. Ai tavoli pasta
al cinghiale e cibarie varie, crostata e vinsanto. Ma come d’accordo con Claudio
rilanciamo pure la parte poetica che è il senso dello stare insieme. E tira
fuori la cantata in ottava rima composta per tutti noi componenti di Creativa,
ed è quasi un naturale successo, con scoppi di risa per le rime più sagaci.
Donaudi segue con replica delle poesie anali. Mandrino parte con un racconto
semimprovvisato ma quando ormai è perso in una trama senza fine viene interrotto
per pubblico intervento. Casella ci racconta una barzelletta e Gianfranco
Giudice termina, raccogliendo un’ovazione cantando due strofe di un vecchio
stornello aretino.
La
Tavolata Poetica termina, ritorniamo all’incontro. Fuori ci attardiamo con i
sinestetici ricordando meravigliosi aneddoti degli anni passati e pensando a
future performance sonore improvvisate. Pure Piccirillo vorrebbe partecipare
visto che suona la batteria. Fuori il caldo è anche oggi infernale, proviamo il
rifugio della palestra dove l’aria è più fresca. Giungono canti dal piazzale,
Claudio, Giudice e Donaudi intonano vecchi canti popolari e anarchici. Intanto i
Dada ensamble hanno iniziato la loro sfilataa di moda
pseudododafuturustasurrealcreativasemmaiseria. Ogni tanto vediamo passare strani
personaggi conciati per le feste, sfilano in silenzio raccolgiendo commenti di
ogni genere! Ma per gli altri ci sono problemi, Conti, sporca, Capatti la vuol
fare nel piazzale, altri vogliono l’impianto audio... ergo andiamo al CALDO!
Conti, per la sua performance “Oltre i limiti” ha messo in fila le tre ragazze vestite
con la tunica bianca ed inizia a dipingerle di bianco con una pennellessa. Fino
il viso e i capelli. Poverette! Ma l’effetto è stupefacente! Sembrano tre statue
di gesso. Quando Conti traccia davanti una riga col pennello, la prima ragazza
si lascia cadere superando con la mano quella riga, le altre gli vanno dietro.
Conti rimarca il contorno della mano, il tutto è una apparizione statuaria! E’
la volta di Capatti con “Meditazione”, ha posizionato un letto
al centro del piazzale. Mandrino legge i brani dal Vangelo, Giovanni 19-20.
Capatti si denuda e si distende sul lenzuolo bianco, si copre, si agita, si
muove come tormentato, mentre suonano delle musiche registrate. Ad un drinnn! Si
alza e fugge via completamente nudo. Il sepolcro vuoto! Tutti all’interno dove
l’aria è più fresca e Ugolini e Broi stanno per recitare “Burattini”. Con maschere e burattini di
carta recitano a scatti il brano della stessa Ugolini, appendono al collo degli
spettatori un burattino e quello che segue è un vortice di maschere differenti
indossate e gettate. Viti, distribuisce il testo della sua performance “Identità”, Ugolini lo legge. Lui inizia
tracciando con una terra le linee di un rettangolo, lo divide, trova le
diagonali e ripassa tutto con un nastro adesivo. Prende un mucchietto di cartoni
legati. Gli scioglie e gli fa cadere nel rettangolo, prova a posizionare i vari
pezzi. Si stende, raccoglie i pezzi, li rilega e tutti insieme diciamo:
---sboccino i fiori--- Fuori lo SLAN è pronto per la terza parte. Piove!
Possibile?! Sì! Sono poche gocce e quindi recitano lo stesso. Intanto
all’interno i sinestetici hanno disposto due file di sedie parallele, in fondo
contro la parete ritti sulle sedie tre sinestetici, il quarto sceglie dal
pubblico le persone da far stare in piedi sulle sedie. Poi prende una telecamera
con un allungatore, si stende per terra fra le sedie, gli altri lo prendono per
i piedi e lo trascinano tutto intorno mentre lui continua a riprendere. Broi con
l’aiuto di Ugolini presenta il suo lavoro sull’identità partendo dalla storia di
un condannato a morte, perché scambiato per l’assassino. Nella prima parte da
una spiegazione dell’identità in modo clawnesco per i bambini, nella seconda
parte col tragico “errore” giudiziario, nella terza con le proprie foto
ingrandite fatte a pezzi e distribuite al pubblico. Bertola e Vitacchio recitano
con grande lavoro di parodia, ricerca sonora e spettacolarità, un brevissimo
brano dal
Cuore di De Amicis. Fuori, è smesso di piovere (tre gocce roventi!!!)
Sheren fa la sua performance, foto di gruppo, familiari, addobbati da sirene.
Imperterriti i 5 Dada proseguono il loro fantastico defilèe, passando con veli,
plastiche, carte, tubi. I Santini Del Prete sono già vestiti da ferrovieri
installano Piccirillo su un podio col megafono a leggere, Claudio all’interno a
generare suoni distorti con la chitarra e loro che prendono e portano sul palco
le persone del pubblico, fra i quali anch’io. Riempito il palco ci legano con
una striscia “do not cross art line” ci danno il loro manifesto della non-arte e
tutti insieme lo leggiamo. Il fischio del controllore chiude la performance.
All’interno Eugenia Serafini, recita con partecipazione nella penombra
illuminata da noi che teniamo in mano tre lumini, Eva che mangia la lUna, suonando un
carillion. Casella ci sorprende improvvisando tutto a memoria un racconto su un
vecchio professore a Napoli. Yzu prepara i sui suoni, forti, delicati, ritmati.
Indossata la maschera recita le altre poesie illustrate dai quadri di Branella.
Gli Strada rialleggeriscono l’ambiente con una filastrocca cantata e suonata
alla chitarra da Giovanni, mentre Renata appende le ochette della filastrocca
che non finisce maiiii. C’è il pittore Luca Alinari, ci presentiamo, lo invito a
vedere le mostre, vuol salutare anche Vitiello ma non si trova! Ci diamo
appuntamento per la prossima edizione Raimondo Del Prete mi presenta Patrizia
Landi, critica d’arte, parliamo di questa magmatica avventura Creativa, che
conosceva ma che non aveva mai vista, degli sviluppi che potrà avere, degli
artisti che si vedono circolare felici!. Emanuele Gagliano entra con il casco,
il volto coperto, un estintore rosso in mano, parte la musica e lui recita la
poesia per Carlo Giuliani, termina interrogandoci, interrogandosi e disteso
l’estintore lo copre con il telo ed il casco... Intanto Leonello Rabatti chiude la serata
con una parte della sua poesia del giorno prima. Siamo ai saluti, ormai già
iniziati da metà pomeriggio! Per tutti è una gioia, certi di mantenere i
contatti e di poter rinnovare l’incontro il prossimo anno!
Franco Piri Focardi